QUINTO GHERMANDI

IL RITORNO DI UN ARTISTA


Un motivo, tipico delle poetiche romantiche, che, personalmente, nel passato, ho guardato con una certa diffidenza, o che, forse, non ho ben compreso, è quello del rapporto tra gli artisti e la loro terra. Un tema, per certi versi, sfuggente, anche complicato; oppure, se non correttamente impostato, tale da implicare qualche possibile distorsione. E invece, adesso, credo di coglierne il significato, nel rimando al senso di appartenenza, dell’artista, al suo ambiente, alla sua comunità. In sostanza, si tratta dell’idea che, nell’arte, si esprima qualcosa che ha a che vedere con tutti noi, e che, in forme particolarissime, ci riguarda, nel tentativo di rappresentarci, non senza gli inevitabili effetti di trasfigurazione caratteristici del fare artistico. L’opera guarda oltre se stessa, oltre i mezzi cui fa ricorso; ma è sempre ben piantata su un terreno solido, getta le sue radici su uno spicchio di realtà ben circoscritto e riconoscibile. Muove dal particolare per raggiungere la dimensione di un’espressione più alta, tendenzialmente universale. Anzi, per certi versi, è necessario, è inevitabile che l’artista dimentichi i propri legami, personali e biografici, che lasci parlare le intenzioni che lo attraversano. D’altra parte, come qualcuno giustamente si è chiesto: che importa chi parla? Una volta realizzata, l’opera riacquista, però, un contatto con alcuni ben profilati ambienti e luoghi. E’ una specie di ritorno, di ritorno dopo la ricerca, dopo l’avventura. Un ritorno simile a quello di Ulisse, che viaggia attraverso paesi sconosciuti, strani e meravigliosi, spinto dalla nostalgia e dal ricordo del luogo natale. E’ il nostos, il viaggio che ha come mèta il mondo da cui si è partiti. Questo catalogo, insieme alle numerose opere ordinate dal Comune di Crevalcore nella sala espositiva di Porta Modena, da poco intitolata all’artista, intende fissare - per dir così - il momento di “ritorno” di Quinto Ghermandi nella sua comunità. La cultura è portatrice di molteplici motivazioni; talvolta si esprime in un gesto come di riparazione. In questo caso, nell’atto del Comune di Crevalcore, scorgiamo le ragioni del riconoscimento di un rapporto, che non è solo biografico, ma che tocca, per riguardi più impliciti, sottili e nascosti, il legame di questi lavori, grafici e scultorei, con il contesto culturale, e con la storia, della nostra terra.

Marco Macciantelli

Assessore alla Cultura

della Provincia di Bologna